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I PARTIGIANI
Le Brigate locali - Cronaca del 24 e 25
Di due tipi sono le principali formazioni che operano e lottano nella zona dell'Alto Milanese: le più numerose sono sicuramente quelle garibaldine, ma di indiscussa importanza sono pure le matteottine.
Brigate garibaldine Brigate matteottine
181^ Brigata "Luciano Zaro" a Gallarate, 102^ Brigata "Maurizio Manciatelli" a Busto Arsizio e Valle Olona

150^ Brigata "Emilio Tomasetti" a Gallarate e Cavaria

151^ Brigata "Nino Locarno" a Samarate

152^ Brigata Sap Garibaldi a Cardano

1^ Brigata Lombardia "Montagna" di Busto Arsizio e della piana di Gallarate fino in Valsesia

183^ Brigata Sap Garibaldi a Saronno, Cislago e Ceriano

101^ Brigata "Giovanni Novara"

106^ e la 182^, che hanno come zona d'influenza quella che si estende da Legnano, Cerro Maggiore e Rescaldina fino a Parabiago e a Rho


tutte raggruppate nella 12° Divisione Sap Garibaldi guidata da Oscar, pseudonimo di battaglia di Andrea Macchi, di Busto Arsizio
l207^ Brigata Matteotti a Gallarate e nella Valle Olona

208^ Brigata Sap a Saronno

148^ Brigata Matteotti nel Varesotto

Banda Lazzarini nel Luinese

Brigata autonoma "Mario Greppi" ad Angera - Ispra

un distaccamento della Brigata "Mazzini" a Legnano

una squadra matteottina operante nel magentino, a Parabiago e a Canegrate.
Diverse le azioni che negli anni della Resistenza hanno visto partecipi queste formazioni locali, tra le quali è degna di essere ricordata quella dell'assalto al treno tedesco, avvenuto all'inizio del 1944, nel tratto tra Legnano e Canegrate, dove i partigiani, togliendo un'intera rotaia, hanno fatto deragliare un merci. Scopo dell'azione: derubare i tedeschi del grande quantitativo di armi che stavano trasportando. Questi ultimi, per evitare altri atti del genere, ordineranno ai cittadini di istituire per circa un mese dei turni di guardia composti da dodici persone per volta. Per stabilire questi turni, che inizieranno al tramonto e dureranno fino al mattino, si andrà in ordine alfabetico di via.
Ma, come si può ben immaginare, le gesta più ardite sono quelle che sono state compiute nei giorni precedenti il XXV aprile: tutto è iniziato a Canegrate la sera del 24, quando Ascanio Matarossi, Aldo Musazzi e Carletto Castiglioni hanno cercato di portare avanti un'azione a un posto di blocco tedesco piazzato tra Canegrate e Parabiago, dotato di una potente stazione radio. Alle Cascinette si scatena uno scontro durissimo, durante il quale tre tedeschi vengono uccisi, quattro, tra cui due ufficiali, feriti, e la stazione radio distrutta.
L'azione si svolge in contemporanea ai fatti della caserma Canazza di Legnano, dove i partigiani, comandati dal tenente Angelo, pseudonimo del canegratese Bruno Meraviglia cercano di occupare l'edificio militare. Tremenda è la reazione dei tedeschi, che feriscono cinque partigiani e ne uccidono due, Paolo Guidi e Mario Zanzottera di Canegrate. Nonostante tutto, gli insorti decidono di non mollare la presa, tanto da spingere i tedeschi, alla fine, ad abbandonare la caserma, ma ancora non si danno per vinti: alcuni fuggono dal passo carraio posteriore e penetrano nel poligono di tiro, da dove fanno partire una sparatoria per bloccare la strada agli insorti, altri raggiungono le dimore degli ufficiali in via Milano.
Qualche ora più tardi i tedeschi torneranno alla caserma, riuscendo ad assediare i partigiani che ormai ne avevano preso il possesso, ma ormai anche in altri punti della città squadre di insorti iniziano l'offensiva e alcune di esse corrono alla Canazza per aiutare i compagni. Alcuni tedeschi, ormai vinti, tentano un'ultima fuga verso la cascina Olmina e lì prendono posizione; dopo un'ora, però, i nazisti vengono raggiunti dai partigiani e prende il via un'azione nella quale perderanno la vita Ermenegildo Monticelli, Ernesto Pinciroli e Luigi Ciapparelli.
Le azioni si susseguono anche nel centro cittadino, dove un gruppo di nazisti ha occupato nuovamente il palazzo Littorio, mentre la zona sud di Legnano è già interamente controllata dai partigiani. I nazisti si dirigono verso Busto Arsizio, alcuni insorti, tra cui Giuseppe Rigo della Tosi, Franco Calcaterra e Stefano Ubezio, armati, tentano di penetrare a Palazzo Malinverni, dove era ubicata la Pubblica sicurezza. Gli agenti reagiscono, altri patrioti occupano il Palazzo Littorio, il Municipio viene conquistato dai partigiani. Nella tarda serata del 25 i partigiani occupano l'ultima roccaforte nazista. Da Milano, dove si è diffusa la notizia della reazione avvenuta nel legnanese, colonne di nazisti e fascisti partono per andare in aiuto dei loro compagni e imboccano gli uni l'autostrada dei Laghi, gli altri il Sempione, ma verranno fermati a Rho, dove inizierà uno scontro molto violento.
Verso le 10.30 della mattina del 25 si inizieranno a vedere sull'autostrada e sul Sempione i primi carri armati, ma ormai tutta la cittadinanza è pronta al contrattacco e i partigiani ordinano che a Canegrate si raduni un raggruppamento per prendere il nemico di sorpresa alle spalle.
La mattina del 25 Canegrate è libera, mentre si dovrà aspettare il 27 per veder liberata tutta la zona.
Altri partigiani Canegratesi in Val d'Ossola
Altri partigiani Canegratesi in Val d'Ossola, 1948 circa
Partigiani Canegratesi in Val d'Ossola con monumento
Partigiani Canegratesi in Val d'Ossola con monumento, 1948 Circa
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