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IL CLN
E' il 9 settembre 1943, quando a Roma nasce il CLN, il Comitato di Liberazione Nazionale, l'organismo politico della resistenza italiana, del quale facevano parte diversi partiti antifascisti: Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito Liberale, Partito Socialista di unità proletaria, Partito d'Azione, Partito Democratico del Lavoro e Partito Repubblicano.
Il Comitato non ebbe mai una sede generale, ma diversi collegi regionali e provinciali, il più importante dei quali, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, nacque il 15 giugno 1944, giorno della prima riunione del CLN della Lombardia, che si tenne a Milano nello stabile di via Brera, 6, nell'Italia del Nord. Come segretario fu scelto Balzarotti, ma la figura di maggior calibro fu sicuramente quella di Ferruccio Parri, al quale fu affidato il compito di coordinare tutte le formazioni partigiane che si stavano costituendo nelle valli e sulle montagne.
L'organismo che collegava le varie formazioni CLN sparse per la penisola prese il nome di CVL, Corpo Volontari della Libertà, che aveva le sue basi nelle varie valli italiane. L'organizzazione era piuttosto semplice, perché faceva perno su un comandante, che aveva il compito di istruire gli uomini, predisporre le difese, carpire tutte le informazioni possibili sui movimenti degli avversari, ma che nel contempo doveva assistere le famiglie dei partigiani e quindi partecipare alla vita civile. Per poter far questo aveva bisogno di scarpe, di grano, di filo telefonico, di armi e di esplosivi, cose che, per quanto possibile, gli venivano fornite dalle popolazioni.
Ristretto era il comitato presieduto dal comando generale, e i volontari che vi facevano parte si occupavano di divulgare informazioni, di creare documenti falsi ai partigiani e di fornire assistenza agli arrestati e alle loro famiglie.
Ma è col 1944 che le fila dell'organizzazione partigiana iniziano a ingrandirsi un po' di più: proprio in quell'anno, infatti, vedono la luce le Brigate autonome, le formazioni Garibaldi, Giustizia e Libertà, le Brigate del Popolo, le Fiamme Verdi, le Matteotti, la brigata Ortigara, le Osoppo, le Fratelli Bandiera e Mazzini, le brigate Julia, la divisione Piave e via discorrendo. Mentre è da far risalire al 1943 la fondazione della Brigata Carroccio a Canegrate, guidata, su esortazione di don Carlo, coadiutore di San Domenico, da Bruno Meraviglia, reduce dal fronte russo. Tutti nomi,comunque, che vennero abbandonati all'inizio del 1945, quando le formazioni furono trasformate in unità militari regolari, con un ordine gerarchico ben più particolareggiato, così che gli organi del comando del CVL vennero suddivisi in: comando generale per l'Italia occupata, comandi regionali, comandi di zona e comandi di piazza; le unità, invece, vennero così frazionate: squadra, distaccamento, battaglione, brigata, divisione. Nei comandi più vasti al comandante vennero affiancati due vice - comandanti, un capo di stato maggiore e due addetti.
Tra le diverse iniziative promosse dai vari comitati facenti capo al CVL, di vasta risonanza sarà lo sciopero generale delle fabbriche del Nord Italia, a partire da quelle che lavoravano per i tedeschi, organizzato dal CLNAI che durerà dal 1° all'8 marzo 1944. Gli operai della Franco Tosi, solo per portare un esempio riguardante la nostra zona, parteciperanno numerosi, ma non si tireranno indietro neanche i lavoratori della Cantoni e della Borletti.
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Organigramma CVL
Bilancio comitato liberazione di Legnano
Compiti del Comitato, 20 Marzo 1945
Lancio di manifestini, 17 marzo 1945
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