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VITA LOCALE
Le colonie elioterapiche
Bisogna andare con la mente all'Inghilterra di fine '800 per vedere sorgere le prime colonie elioterapiche, che avevano lo scopo di far respirare aria più salubre ai bambini provenienti dalle città, ormai fortemente inquinate dalla rivoluzione industriale; bisogna invece aspettare il 1856 per vedere le prime colonie anche in Italia, dove il medico Barellai, per curare le più diffuse malattie della pelle, creerà il primo centro nella città di Viareggio.
Ma sarà con l'avvento del fascismo che le colonie elioterapiche si diffonderanno sempre più, e la ragione di un interesse così intenso verso la salute dei bambini è da ricercarsi nel fatto che, nell'ideologia fascista, dei fanciulli forti avrebbero dato vita a un esercito forte.
In un primo momento queste strutture vennero impiantate in edifici già esistenti, ma se ne crearono di nuovi con l'avvento degli anni '30. Proprio in quegli anni verranno edificate le colonie di Castellanza, Busto Arsizio e Legnano, che sorgerà nel 1938.
Anche Canegrate aveva una sua colonia, che veniva allestita tutti gli anni nel cortile della scuola, l'attuale Municipio, dove i bambini avevano a loro disposizione delle sdraio e la sabbia. Dal canto loro i fanciulli, che dovevano indossare una divisa, un berretto bianco e degli zoccoli forniti dal Comune, si portavano da casa la merenda. Le giornate, tra un bagno di sole e l'altro, trascorrevano tranquille sotto gli occhi vigili dell'istitutrice, la signora Bertani e della piccola assistente Adelaide.
Nella colonia i fascisti depositavano la paglia raccolta durante la battitura, che avveniva sempre nell'attuale Piazza Matteotti, che doveva servire per nutrire i loro cavalli, e un pomeriggio i bambini, giocando con i fiammiferi, fecero scoppiare un incendio. I fascisti incolparono subito i partigiani, e in particolare il sig. Giuseppe Ferré, promotore dei partigiani di Canegrate. Ma era impossibile che fosse stato lui: proprio quel pomeriggio era al funerale di sua mamma. Presto si scoprì l'innocenza del Ferré: un bambino, infatti, ammetterà di aver fatto scoppiare lui il putiferio per sbaglio. Quel giorno fu il trambusto a Canegrate: la paglia era stata ammassata vicino alla torre dell'acqua e si temette un suo crollo, così arrivarono molti pompieri che bagnarono ovunque per domare l'incendio.
In colonia a Borgio Verezzi 1935
In colonia a Borgio Verezzi 1935
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