| I DEPORTATI |
| I campi di concentramento |
Uno dei momenti più tristi e atroci della Seconda Guerra Mondiale è sicuramente quello dei campi di concentramento nazisti, campi dove la follia si è scatenata in tutte le sue forme, dove l'uomo ha raggiunto un livello assoluto di bassezza e di crudeltà, che lo ha spinto a godere delle sofferenze di milioni di persone. Già perché di milioni di persone si parla riferendosi ai lager, infatti, da stime fatte, si dice che dodici milioni siano stati i deportati in dodici anni, undici milioni dei quali non fecero più ritorno a casa. Le popolazioni che subirono maggiormente queste atrocità furono due: gli ebrei, che contarono sei milioni di morti, e i russi, che ne contarono tre milioni; anche gli italiani pagarono, comunque, il loro scotto: quarantamila furono i deportati e, di questi, solo quattromila si salvarono.
La folle costruzione dei lager partì nel 1933, quando fu eretto il campo di Dachau, che diede il via alla costruzione di molti altri distribuiti in Polonia, Germania, uno in Francia e Italia. Già, perché anche nel "bel Paese" la furia nazista non fu da meno: cinquemila furono le persone sterminate nel solo campo di San Sabba, vicino a Trieste, dove i prigionieri venivano uccisi o con le esalazioni dei gas di scarico dei camion all'interno del vecchio essiccatoio, o nel forno crematorio.
Anche se la vicinanza dei luoghi colpisce noi italiani, sicuramente il numero delle persone morte in questi campi è niente rispetto ai ben più crudeli lager polacchi, tedeschi o austriaci. Si pensi che nel campo di Sobibor vennero uccisi trecentocinquantamila ebrei, in quello di Auschwitz morirono milioni di deportati, e più di duecentomila prigionieri in quello di Dachau, mentre il ritmo che si registrava a Majdanek era di millenovecento omicidi al giorno, che raggiungevano i diecimila nel lager di Treblinka.
La gente in questi luoghi del terrore moriva perché gassata, o perché denutrita e sottoposta a estenuanti turni di lavoro, ma questi non erano gli unici motivi: molte furono anche le persone uccise per gli aberranti esperimenti cosiddetti medici a cui erano state sottoposte, esperimenti portati avanti al solo scopo di sterminare intere popolazioni, come gli ebrei, gli zingari e gli slavi, gruppi religiosi, come i testimoni di Geova, classi sociali, come gli oppositori del regime nazista e altre categorie di persone, quali potevano essere gli omosessuali, che venivano considerate causa di una possibile futura corruzione della, secondo la follia nazista, unica razza perfetta: la razza ariana.
La fine dei campi di concentramento avviene nella primavera del 1945, ma purtroppo questa non sarà una fine lieta al 100%: i tedeschi, intenzionati a non farsi cogliere "con le mani nel sacco" decideranno di cancellare ogni traccia: baracche, camere a gas e, soprattutto, prigionieri; si assisterà, infatti, in quei giorni, a un periodo di grave recrudescenza dell'odio tedesco, che porterà all'uccisione di un numero indeterminato di persone, fermato solo dall'avanzata degli americani, che finalmente porterà alla fine della Seconda Guerra Mondiale e della barbarie nazista.
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Vittime deportate a Mauthausen
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Ricordo uccisi a Mauthausen
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