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VITA LOCALE
La vita parrocchiale
Tra i vari campi della vita locale, un posto di spicco spetta alla Parrocchia, attorno alla quale, specialmente nel periodo che stiamo trattando, ruota la vita di tutta la cittadinanza. Parroco di quegli anni è don Angelo Peruzzotti, che ricoprirà la carica fino al 1968, coadiuvato negli anni da diversi sacerdoti: don Giuseppe Mariani, don Roberto Macchi e, dal 1943, da don Giovanni Brandolese.
Questi sono gli anni che vedranno il sorgere della nuova chiesa parrocchiale, che verrà consacrata il 15 agosto 1938, dopo due anni di alacre attività. L'idea di costruire una nuova chiesa era già da tempi nella mente di don Angelo Peruzzotti, che nel 1930 acquistò un terreno di 8.500 metri quadri dalla signora Giustina Gajo. Il costo dell'impresa sarebbe stato imponente, ma la popolazione non si spaventò e anzi contribuì generosamente affinché il desiderio del parroco potesse diventare realtà; e nel luglio del 1934 il Cardinale Schuster, in una visita alla nostra parrocchia, avallò la fattibilità dell'opera, il cui progetto era stato affidato all'ingegnere Giovanni Maggi. La prima pietra venne posata dall'arcivescovo il 24 agosto del 1935, mentre i lavori di costruzione veri e propri iniziarono il 10 marzo del 1936 sotto la direzione della ditta Monfrini di Milano. La cerimonia della consacrazione avvenne proprio in grande stile: per l'occasione tutte le case furono restaurate e imbiancate e si pensò ad asfaltare le strade vicine alla chiesa e il sagrato venne completato con un'ampia scalinata. A presiedere all'importante evento fu invitato il Card. Schuster, che giunse a Canegrate nel pomeriggio del 14 agosto per donare alla comunità parrocchiale le reliquie dei Santi Nazaro e Celso. A Ferragosto ci fu la processione del Ss. Sacramento, mentre il giorno successivo venne celebrata un'altra Messa e un'altra processione, stavolta con la croce. Il 18, inoltre, si tenne l'ufficio generale per i benefattori deceduti, i cui nomi vennero trascritti su una pergamena, che venne poi inserita dentro la struttura dell'altare maggiore.
L'antica parrocchiale, però, non doveva essere dimessa e si decise di utilizzarla per la confraternita del Santissimo. Ma in questo periodo assistiamo a una grave crisi delle congregazioni, crisi controbilanciata dalla sempre maggiore vitalità degli oratori, che attiravano moltissimi giovani.
Certo, la Chiesa e gli oratori costituirono negli anni a venire una valvola di sfogo dalla drammaticità della guerra, ma i nostri religiosi non vennero esentati dalle sofferenze che il secondo conflitto mondiale portava con sé: si pensi che anche don Peruzzotti fu per un certo periodo nel mirino dei fascisti, soltanto perché ospitava a casa sua due nipoti, figli di una sorella che era emigrata in America, e con loro si recava spesso alle poste, che allora erano in Via Mazzini, per mandare dei telegrammi alla madre dei due ragazzi. In quel tempo i tedeschi stavano cercando una ricetrasmittente, convinti che qualcuno del paese la possedesse. Le due postine fecero le spie e rivelarono ai nazisti tutto quello che loro sapevano sul parroco e sulla sorella americana; così le altre due sorelle di don Peruzzotti furono portate in caserma, egli fu costretto a fuggire in Svizzera, dove rimase per circa un annetto, fino alla Liberazione, e don Giovanni Brandolese, che decise di non rivelare dove si era rifugiato il parroco, venne schiaffeggiato.
Diversi furono, comunque, anche prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, gli episodi che videro coinvolta la parrocchia, ma tra questi il più curioso è sicuramente quello risalente alla mattina del 19 aprile 1931, quando venne affisso un volantino antifascista sul muro della facciata della chiesa. Sul foglio spiccavano scritte considerate offensive nei riguardi di Mussolini. Del "misfatto" si accorse il sacrestano, che provvide subito ad avvertire il parroco, il quale si trovava già in chiesa per celebrare la Messa. Subito vennero informate tutte le autorità: il Commissario Prefettizio Avv. Alberto Vallini, il Segretario politico del Pnf Marino Palmieri e i carabinieri di Parabiago.
Don Giovanni Brandolese, da un anno a Canegrate, con un grtuppo di calciatori 1944
Don Giovanni Brandolese, da un anno a Canegrate, con un grtuppo di calciatori 1944
Foto di gruppo oratorio 1940
Foto di gruppo oratorio 1940
Gruppo di militari in Oratorio col Parroco Perruzzotti e Don Roberto
Gruppo di militari in Oratorio col Parroco Perruzzotti e Don Roberto
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