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VITA LOCALE
Il lavoro
La vita al tempo del fascismo non era certamente facile e questa durezza si viveva pienamente nelle fabbriche, dove si lavorava come schiavi, sempre controllati e sempre con un sorvegliante dietro le spalle. Nelle aziende canegratesi, le più grosse delle quali erano il cotonificio Cantoni, il Dell'Acqua, il Visconti (che, in realtà, si trovava in territorio di San Vittore, ma, essendo posto al confine, dava lavoro anche a molti canegratesi), il Ratti e la Borletti, la situazione non era migliore che in altri posti: frequenti erano le retate compiute dai fascisti, che, fucili alla mano, entravano nelle ditte sparando solo per seminare il terrore, e si verificava in questi casi un fuggi fuggi generale. Non era nemmeno raro che arrivassero, guarda caso, nei giorni di paga e che si portassero via gli stipendi dei lavoratori.
I contadini non se la passavano meglio: tutti temevano il passaggio dei fascisti, che aveva sempre, come unico scopo, quello di requisire, se non tutto, gran parte del raccolto.
E nessuno poteva parlare: tutti dovevano abbassare la testa e obbedire, sennò i fascisti potevano sparare senza un attimo di esitazione. Casi del genere non sono mancati neanche a Canegrate, dove alcuni sono stati uccisi perché non avevano grano e soldi da dare ai fascisti.










Lavoro nei campi 1946
Lavoro nei campi 1946
Titolari a maestranze del Cotonificio Barlocco (Scigulìn)
Titolari a maestranze del Cotonificio Barlocco (Scigulìn)
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