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I PARTIGIANI
La stampa clandestina
Si può fissare come periodo di nascita della stampa clandestina milanese quello che va dal 1925 al 1930, anni in cui vedono la luce fogli come Il Dovere, La Giovane Guardia, La Verità, La Lotta del Tecnomasio Brown Boveri, la Difesa della Stigler, La Cellula e Il Risveglio della Miani e Silvestri e le testate maggiormente diffuse nel legnanese: La Scintilla della Franco Tosi, La Martinella, redatto proprio a Legnano, Il Combattente, Il Lavoratore, La Fabbrica, Giornale della Gioventù Proletaria, La Guardia Rossa, La Voce del Lavoratore e Noi Donne.
Clandestine, del resto, erano anche, in quel periodo, le testate dei maggiori partiti antifascisti, cioè Avanti, l'Unità, Giustizia e Libertà, Risorgimento liberale, L'Uomo, Il Popolo, Umanità, L'Italia del Popolo e La voce repubblicana.
La stampa e la distribuzione di questi giornali era resa molto difficoltosa dalla censura attuata dal regime, che poteva non solo fare imprigionare, ma anche far deportare e fucilare coloro che venivano trovati in possesso di qualcuna di queste testate. Per questo motivo i giornali venivano stampati di nascosto, spesso in appartamenti che erano stati abbandonati dai proprietari, con caratteri rubati alle tipografie, così che in una pagina si potevano trovare alcune righe in corpo 8 e altre in corpo 16, oppure potevano mancare le vocali, che erano più difficili da trovare.
Una volta portata a termine la stampa, i redattori cercavano di trovare ogni metodo possibile per distribuire i loro fogli, anche se generalmente li infilavano nei pacchi di giornali piazzati davanti alle edicole pronti per essere venduti; in questo modo i lettori potevano trovarsi per le mani testate di idee differenti da quelle imposte dal regime, interessarsi a nuovi punti di vista e spesso sentivano l'impulso a mettersi in contatto con gli addetti alla distribuzione per riceverne degli altri, anche se di diversa tendenza politica, perché spinti ormai dal desiderio di confrontare le varie opinioni e garantirsi la formazione o la maturazione di una loro propria coscienza politica.
Proprio per evitare risultati di tal genere, i fascisti addirittura cercarono di ingannare i lettori stampando fogli sotto il falso nome del CLN, dei Comitati di lavoratori e dell'Unione Patrioti, ma il loro tentativo era fin troppo palese, perché in essi primeggiavano la retorica e la menzogna che erano proprio degli organi fascisti. Breve fu dunque la vita di questi foglietti, che evidentemente fallirono nel loro intento, dal momento che la gente comune continuò a preferirgli i ben più genuini titoli partigiani. Questi ultimi non uscivano con una cadenza regolare, ma quando comunque l'intervallo tra un numero e l'altro iniziava a dilatarsi troppo c'era la quasi certezza che fosse accaduto qualcosa di grave all'interno della redazione: o che era stata scoperta la tipografia, o che avevano proceduto all'arresto di alcuni compagni.
Fu grazie comunque a questi piccoli e coraggiosi giornali che la massa di lavoratori dell'intera Italia Settentrionale ancora occupata aderì al grande sciopero organizzato dal CLN per il marzo 1943, che vide la partecipazione di circa settecentomila lavoratori e l'adesione di molte fabbriche del legnanese.
Il quaderno del Lavoratore (266 Kb)
Il Quaderno delle Lavoratrici
(1.6 Mb)
Stella Rossa (1.3 Mb)
Prometeo (859 Kb)
Il Lavoratore (1.1 Mb)
Il Lavoratore del 18/12/43 (1.1 Mb)
La Guardia Rossa (817 Kb)
La Guardia Rossa (saluto ai giovani) (1.1 Mb)
Il Combattente (722 Kb)
Avanti! (387 Kb)
Bandiera Rossa (802 Kb)
La Fabbrica (1.3 Mb)
L'idea Proletaria (1.0 Mb)
Il Progresso (1.7 Mb)
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